Il vento

1 Novembre 2006

L’appuntato Crispo bussò alla porta del maresciallo Nipresti e si presentò con un “Permesso?” e una tazzina di caffè in mano. Antonio Nipresti lo guardò negli occhi e rispose: “Siediti e dimmi cosa sono quelle scocciature cartacee che tieni sotto il braccio”. Ormai si conoscevano da anni ed entrambi sapevano che la messa in scena del caffè e dei documenti tenuti, quasi casualmente, sotto il braccio significava solo una richiesta d’aiuto.
“Tre giorni fa, lunedì 15 per essere precisi, - attaccò Crispo – di primissima mattina sono passati di qua una giovane coppia di sposini e hanno sporto una denuncia. Erano molto spaesati, quasi spaventati ma allo stesso tempo molto determinati. Le dirò subito che si tratta di forestieri del norditalia. Le leggerò adesso i punti più salienti del verbale poi se permette le darò la mia versione dei fatti.
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La pelliccia

8 Ottobre 2006

Il maresciallo Nipresti aveva fatto convocare il signor Angelo Butan, titolare della più prestigiosa pellicceria della città, per venerdì alle dieci e alle dieci precise Butan si presentò in caserma. Mario Crispo, appuntato ma soprattutto braccio destro insostituibile di Nipresti, aveva completato gli accertamenti di rito. Da questi sul Butan non era emerso nulla di particolarmente rilevante se non il fatto che gli mancavano parecchi punti sulla patente come a molti componenti della sua famiglia nonni compresi. Diversa era saltato fuori essere la situazione di un suo ex socio; probabilmente acqua passata.
Antonio Nipresti fece attendere il convocato non più di dieci minuti, giusto il tempo di iniziare a farlo sentire a disagio, poi, fattolo accomodare nel suo ufficio, attaccò : “Caro signor Angelo come le avranno già detto questo nostro incontro, per il momento, riveste un aspetto informale, diciamo che siamo nella fase in cui l’Arma vuole capire il da farsi prima di iniziare qualsivoglia azione. Al di là delle barzellette noi siamo gente con la testa sulle spalle e prudenti. La ringrazio innanzitutto per essere venuto senza fare storie e perciò sarò franco e diretto. Ad oggi su di lei non pende alcun capo d’imputazione quindi si rilassi ma….. potrebbero arrivare.
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La fidanzata

18 Settembre 2006

Quando il giorno deve lasciare spazio alla sera non lo fa mai volentieri. La tira lunga quasi volesse far soffrire la nuova venuta nella fase di passaggio di consegne. In certi posti è il momento del tramonto con la sua melanconia; in altri luoghi solo uno spazio di tempo in cui gli ultimi bagliori diurni si confondono con la luce dei lampioni appena accesi. Magritte ne fece un cavallo di battaglia della sua pittura e sapeva quello che faceva. Un giorno, proprio all’imbrunire, il maresciallo Nipresti si accingeva a ritornare in caserma. Ogni tanto usciva di pattuglia con i suoi uomini col solo scopo di far capire loro che, nonostante i gradi, lui era sempre al loro fianco e poi la scrivania gli era sempre andata stretta. Passarono davanti al bar del Piccolo, “Piccolo Bar” si chiamava appunto il locale. La clientela non era, di norma, delle più raffinate e dare un’occhiata era cosa buona e giusta nonché motivo di sollievo per il proprietario che in fondo era una brava persona. L’occhio del maresciallo, nel semideserto parcheggio antistante, notò un’auto scura con i vetri appannati. Chiese al sottoposto di accostare di traverso in coda e stare all’occhio, scese solo lui.
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Il passaporto

10 Settembre 2006

Il maresciallo Nipresti volentieri accettò di ricevere la professoressa Rosanna De Gabris. Di persona la conosceva appena, di più per fama di donna estroversa. Insegnante nel locale Liceo Artistico aveva nomea di persona dotata di una particolare verve creativa. Nota era la sua predisposizione e fantasia nel disegnare gioielli, orecchini in particolare. Vedova, sulla trentina, pur non avendo un fisico da sballo si manteneva in forma facendo si che, a suo modo, apparisse attraente. Bassina però era e bassina restava.
Nipresti, facendo finta di sistemare delle carte, la fece accomodare poi, con fare studiato, alzò la cornetta del telefono, la ripose sul tavolo e disse: “Professoressa in che modo l’Arma può esserle utile, problemi?”.
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La perpetua

6 Giugno 2006

Il preside Luigi Fanalli alle otto e trenta, puntuale, si recò
presso la locale stazione dei carabinieri. Era un uomo
preciso e poi tutto avrebbe voluto tranne che fare
aspettare il maresciallo Antonio Nipresti, lo riteneva un
suo amico.
Il maresciallo era già lì, anche lui tutto avrebbe voluto
tranne che fare attendere il vecchio preside cui in passato
aveva chiesto non pochi favori.
Il preside, gongolando, non appena si fu seduto nell’ufficio
del maresciallo attaccò: “Caro Antonio, come sempre
avevi visto giusto ma ti porto, oggi, anche, diciamo,
l’elemento chiave, il pezzo che ti mancava”.
Nipresti sapeva che è sempre cosa buona e giusta non
frenare, ma, anzi, dare opportuno spazio ai propri
collaboratori specie se sono anziani e si immergono sino
in fondo nel ruolo di aiutanti della giustizia, quindi si limitò
a dire:
“Signor preside sono tutto orecchi ma anch’io ho una
sorpresina per Lei”.
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